L’Inps ricorda, oggi Festa del papà, che sono triplicati i congedi di paternità dal 2013 al 2023.
Introdotto in Italia nel 2012, il congedo di paternità è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto ai padri lavoratori della durata di 10 giorni e può essere richiesto dai 2 mesi precedenti la data del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita.
Vive al Nord, ha un contratto di lavoro stabile e un reddito tra i 28 mila e i 50 mila euro, è questo il ritratto del padre che oggi usufruisce del congedo di paternità in Italia, si legge nel Comunicato dell’Inps.
🔷️ L’Inps ricorda che seppure nel carico di cura dei figli permane un forte squilibrio tra i generi, con evidenti ripercussioni sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, nell’universo dei padri qualcosa sta cambiando, anche se lentamente.
🔴 Sul congedo di paternità, ha detto il presidente dell’Inps Gabriele Fava, registriamo un trend positivo, che evidenzia un cambiamento culturale in atto.
✅ Tuttavia, circa il 35% dei padri aventi diritto ancora non ne usufruisce, faremo ulteriori iniziative di sensibilizzazione.
➡️ Promuovere il congedo di paternità, ha detto ancora Fava, produce effetti concreti cioè favorisce un legame precoce tra padre e figlio, con benefici duraturi sulla loro relazione, e contribuisce a una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari e della conciliazione vita-lavoro delle donne.
🔴 Anche il suo utilizzo è cresciuto nel tempo, si legge nel Comunicato dell’Inps, passando dal 19,2% dei padri aventi diritto nel 2013 al 64,5% nel 2023.
✅ Una crescita che è stata più marcata nei primi anni e più contenuta negli ultimi, con una differenza di soli 0,5 punti percentuali tra il 2023 e il 2022.
➡️ Sono quindi più di 3 padri su 5 a utilizzarlo, ma con notevoli differenze che dipendono sia dal territorio dove si risiede, sia dalla dimensione aziendale, che dal tipo di contratto lavorativo.
🔴 Ad usufruire maggiormente del congedo, si legge ancora nel Comunicato dell’Inps, sono i padri che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato (circa il 70%), a fronte di quanti ne hanno uno a tempo determinato (il 40%) o di quelli con contratti a termine, come gli stagionali (il 20%).
✅ Il tasso di utilizzo più alto si osserva tra i padri che hanno un reddito compreso tra i 28 mila e i 50 mila euro (83%), mentre cala leggermente tra quanti hanno un reddito annuo superiore ai 50 mila euro (80%).
➡️ Anche la dimensione aziendale influisce infatti la percentuale è doppia tra quanti lavorano in aziende con più di 100 dipendenti (80%), rispetto a chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti (40%).
➡️ L’uso del congedo di paternità non è omogeneo sul territorio nazionale, al Nord viene utilizzato dal 76% dei padri, una percentuale quasi doppia rispetto quella osservata al Sud e nelle Isole (44%), mentre al Centro lo utilizza il 67% di loro.
🔷️ Dico per un amico…
🔴 La paternità è una bellissima cosa, anche se non si può certo liquidare in 10 giorni…
✅ Paternità è la condivisione delle gioie e fatiche 24 ore su 24, giorno dopo giorno…
➡️ Forza papà ce la puoi fare…
(by Sergio Criveller – 19/03/25)
